DECRETO COESIONE                                   

  Parte seconda: autoimpiego per imprese e professionisti

SPECIALE DI APPROFONDIMENTO SCIENTIFICO

N. 11

 

DLM Digital@b MIA Centro di Ricerca e Studi Avanzati per l’Innovazione e la Digitalizzazione

Già nella prima parte abbiamo visto come il Decreto Coesione introduce nuovi strumenti per stimolare l’occupazione, in questa seconda parte ci soffermeremo sulla parte del lavoro autonomo ovvero le misure di autoimpiego nel Centro-Nord Italia, e su come cambia la misura Resto al Sud con il nuovo Resto al Sud 2.0”.

Le due principali azioni, esplicate nel decreto Coesione a sostegno di attività imprenditoriali e libero-professionali, sono:

  • Autoimpiego centro-nord Italia;
  • Investire al Sud – Resto al Sud 2.0.

Queste iniziative mirano a promuovere l’autoimpiego nelle regioni del centro-nord e del mezzogiorno.

“Autoimpiego Centro-Nord Italia”: Obiettivi e Destinatari

Questa misura mira a finanziare attività imprenditoriali e libero-professionali, sia in forma individuale che collettiva, comprese quelle che richiedono l’iscrizione a ordini o collegi professionali.

Tali attività possono essere avviate tramite l’apertura di partita IVA per costituire un’impresa individuale o per svolgere un’attività libero-professionale, oppure attraverso la costituzione di società come cooperative, SRL o società tra professionisti.

Alle imprese collettive possono partecipare anche soggetti diversi dai beneficiari principali, purché il controllo rimanga nelle mani dei destinatari dell’intervento. I destinatari dell’intervento includono:

  • Giovani sotto i 35 anni,
  • disoccupati da almeno 12 mesi;
  • persone in condizioni di marginalità, vulnerabilità sociale o discriminazione, come definite nel Piano Nazionale “Giovani, Donne e Lavoro”;
  • persone inattive, come definite nel medesimo Piano;
  • donne inoccupate, inattive o disoccupate;
  • disoccupati che ricevono ammortizzatori sociali e sono destinatari delle misure del programma GOL.

Le iniziative finanziabili comprendono sia formazione che accompagnamento preliminare. I servizi per l’avvio delle attività, sono definiti in collaborazione con le regioni interessate, in linea con il Programma “Giovani, Donne e Lavoro” e il programma GOL.

È previsto inoltre il servizio di tutoraggio che comprende un servizio di supporto per incrementare le competenze e assistere i destinatari nel lancio e nello sviluppo delle attività.

Il sostegno finanziario, in linea con il regolamento UE 2023/2831 sugli aiuti de minimis comprende:

  • un voucher non rimborsabile fino a 30.000 euro, aumentabile a 50.000 euro in specifici casi, per l’acquisto di beni e servizi necessari all’avvio delle attività;
  • un contributo a fondo perduto per programmi di spesa fino a 120.000 euro, con un contributo fino al 65% dell’investimento, che si riduce al 60% per spese comprese tra 120.000 e 200.000 euro.

Se le iniziative coinvolgono beneficiari del GOL che ricevono ammortizzatori sociali, questi possono cumulare i trattamenti e riceverli in un’unica soluzione come capitale d’avvio.

Iniziativa “Resto al Sud 2.0”

L’iniziativa Investire al Sud – Resto al Sud 2.0 mira a promuovere nuove imprese nel sud Italia e nelle regioni colpite da eventi sismici. Le attività imprenditoriali e libero-professionali finanziabili sono simili a quelle della precedente iniziativa. I destinatari sono gli stessi, e le attività possono essere avviate sia in forma individuale che collettiva. Le iniziative finanziabili comprendono:

  • formazione e accompagnamento preliminare, definite in collaborazione con le regioni, in linea con il Programma “Giovani, Donne e Lavoro” e il programma GOL;
  • supporto sotto forma di tutoraggio per incrementare le competenze dei destinatari nella realizzazione della nuova iniziativa;
  • incentivi per l’avvio delle attività.

Gli incentivi, in linea con il regolamento UE 2023/2831 sugli aiuti de minimis comprendono:

  • Un voucher non rimborsabile fino a 40.000 euro, aumentabile a 50.000 euro in specifici casi, per l’avvio delle attività;
  • Un contributo a fondo perduto per programmi di spesa fino a 120.000 euro, con un contributo fino al 75%, e per spese tra 120.000 e 200.000 euro, con un contributo fino al 70%.

Se le iniziative coinvolgono beneficiari del GOL che ricevono ammortizzatori sociali, questi possono cumulare i trattamenti e riceverli in un’unica soluzione come capitale d’avvio.

Il Ministero del Lavoro si avvale di vari soggetti gestori, tra cui Sviluppo Lavoro Italia, Invitalia Spa e l’Ente Nazionale Microcredito.

Il coordinamento della formazione è affidato all’Ente Nazionale Microcredito, mentre il tutoraggio è gestito da Invitalia Spa, che si occupa anche dell’istruttoria e dell’erogazione degli incentivi.

Le regioni forniscono servizi di informazione, orientamento, consulenza e supporto tramite i centri per l’impiego e gli sportelli dedicati, in accordo con i livelli essenziali delle prestazioni. Le regioni possono cofinanziare queste misure. Il Ministero del Lavoro implementerà un sistema informativo per favorire l’accesso alle misure e la loro interoperabilità con le piattaforme regionali e con quelle dei soggetti gestori.

Anche il nostro centro studi ha costituito un gruppo di lavoro, partecipato da esperti, al fine di monitorare la conversione in legge del suddetto Decreto Legge e, soprattutto per informare, formare ed accompagnare i potenziali beneficiari a cogliere le opportunità previste.

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Presso DLM Digital@b MIA tecnici esperti ed Innovation Manager sono disponibili, dietro appuntamento, a fornire informazioni più dettagliate al fine di cogliere i benefici previsti nella suddetta misura.

A cura dell’ avv. ENRICO MAZZA

Innovation Manager

07/05/2024